Basilio Testella detto Vasì
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Basilio Testella

detto Vasì. Montegranaro, 1930–2010

Ciabattino. Faceva scarpe cucite a mano, una alla volta, in cinquantadue fasi di lavorazione.

Basilio Testella in bianco e nero, in piedi nella sua bottega, sorridente e con il cappello
Basilio Testella nella sua bottega a Montegranaro. Foto: Patrik Gunnar Helin.
La bottega di Basilio Testella: Basilio seduto al banco, circondato da attrezzi e forme di legno

“Un vero ciabattino deve saper prendere una scarpa, disfarla e rifarla, rigirando la pelle, senza sciupare nulla.”

Basilio Testella

Cinquantadue fasi di lavorazione.Una scarpa ogni trenta ore.Nessuna macchina.

Era una splendida giornata di fine estate del 2010, tra le morbide colline marchigiane di Montegranaro, in provincia di Fermo, quando venne a mancare il maestro ciabattino conosciuto da tutti, e in tutto il mondo, come Vasì.

Tanto altruista quanto burbero, per tutta la vita lasciò aperta la porta del suo laboratorio a chiunque avesse voglia di entrare in quel “mondo”: per un consiglio, per imparare qualcosa o più semplicemente per fare una chiacchierata.

Quell’atmosfera di tranquillità, la sensazione che il tempo non passasse mai, quel luogo surreale, pieno di odori, di “magia” e delle stranezze costruite da mio padre non poteva andare perso. Nacque così Bottega Vasì®, un laboratorio che è anche un museo, dove il legno, il cuoio e la pelle sono stati lavorati a mano, senza i macchinari di oggi che hanno tolto l’anima agli oggetti: un luogo dove i “piedi più importanti” del mondo, negli ultimi trent’anni, hanno trovato benessere, e da cui molti grandi calzolai di oggi sono partiti.

Tutta la sua storia
La bottega vista dalla porta: scaffali e attrezzi appesi ovunque, e in fondo Basilio seduto al banco, sorridente, con una scarpa tra le mani

Entrare in bottega

Una stanza a Montegranaro piena fino al soffitto di forme, sagome, attrezzi e scatole. In fondo, sotto la luce del banco, Vasì al lavoro.

Basilio nella sua bottega. Foto: Patrik Gunnar Helin.

Le mani

Le mani di Basilio cuciono il bordo di una scarpa con filo cerato
Un pennello di setole tra le mani di Basilio, sul banco
Una scarpina in miniatura tra le mani di Basilio
Una suola di cuoio appoggiata sulle mani

Dalla serie di fotografie scattate nel laboratorio. Foto: Patrik Gunnar Helin.

Il film della bottega

Cinque minuti dentro il laboratorio: gli attrezzi, il cuoio, il legno, le mani al lavoro. Si apre con le parole di Basilio.

durata 5 minuti, 1080p ridotto a 720p per il web

Corriere Adriatico, 10 dicembre 2008: «Un premio a Basì, maestro ciabattino»

Picchio d’oro 2008

Il 10 dicembre 2008, nella Giornata delle Marche a Fermo, la Regione gli consegnò il Picchio d’oro: il premio al marchigiano che si è distinto nel proprio lavoro, in Italia e all’estero. La motivazione: «esempio e maestro di operosità e di ingegno».

Leggi la storia

La bottega di Vasì è al MUST

Dal 15 giugno 2024 il Museo della Storia e delle Tradizioni di Montegranaro ha una ricostruzione scenica della «Bottega di Vasì», accanto alla casa di campagna di una volta.

Il MUST e come visitarlo

I prodotti della bottega

Scarpe, orologi, occhiali, borse e accessori in cuoio, pelle e legno, tutti cuciti a mano. Oggi non sono più in vendita: la pagina è un archivio di ciò che si faceva.

Sui giornali

Dal Picchio d’oro del 2008 ai funerali del 2010: gli articoli che hanno raccontato Vasì.

Corriere Adriatico, 10 dicembre 2008: Un premio a Basì, maestro ciabattino
Corriere Adriatico, 10 dicembre 2008Un premio a Basì, maestro ciabattino
Il Messaggero Marche, 2008: Il Picchio d’oro a Basilio Testella, le sue scarpe ai piedi di Reagan
Il Messaggero Marche, 2008Il Picchio d’oro a Basilio Testella, le sue scarpe ai piedi di Reagan
Corriere Adriatico, 2010: Addio al ciabattino dei Vip
Corriere Adriatico, 2010Addio al ciabattino dei Vip
Tutta la rassegna stampa

Sito della famiglia, non istituzionale. Comune e Regione sono citati per il Picchio d’oro (Regione Marche) e per il MUST (Comune di Montegranaro).